Che succede quando chiude un gioco con gli NFT

Stai leggendo Insert Coin: una newsletter con cui racconto i videogiochi, il loro mercato e gli sviluppatori.
Ogni domenica invio una nuova puntata.

F1 Delta Time ha chiuso il 16 marzo. Era un gioco su licenza ufficiale della Formula 1 che usava gli NFT. Il primo mai emesso è stato venduto nel 2019 per 415,9 ether, al tempo circa 115 mila dollari.

La chiusura di un gioco, come ha fatto notare Luke Plunkett su Kotaku, non è niente di inedito. Lo è per il settore dei giochi basati sugli NFT: perché ci dà qualche indicazione su come si comportano.

I giochi basati su NFT sono fondamentalmente una novità e stanno cercando una ragion d’essere fra l’essere giochi (e quindi proporre un contenuto di intrattenimento) e l’essere elementi speculativi (e quindi bilanciare la componente finanziaria, che spesso domina rispetto a quella ludica).È presto detto: gli NFT di F1 Delta Time oggi valgono ben poco. La chiusura è derivata dal mancato rinnovo della licenza ufficiale; ma da tempo le vendite degli NFT del gioco era pressoché nulle.

Lo sviluppatore ha comunque previsto uno scambio: chi possiede NFT di F1 Delta Time potrà avere degli altri token legati ad altri giochi dell’ecosistema REVV Motorsport, fra cui MotoGP Ignition e Formula E: High Voltage.

Non c’è solo F1 Delta Time: anche Ubisoft ha fornito alcuni elementi che arricchiscono il discorso attorno ai giochi basati su NFT. Infatti, l’editore francese ha annunciato che cesserà di supportare Ghost Recon Breakpoint, primo dei giochi di Ubisoft a supportare i Digits, ossia gli NFT basati sulla blockchain Tezos.

Un altro caso in cui tali NFT – che già non stavano avendo un grande successo, come ha notato Waypoint – smetteranno di avere valore; anzi, ancora di più rispetto al caso di F1 Delta Time. A oggi nessun altro gioco di Ubisoft supporta i Digits.

“Non importa quanto ‘decentralizzato’ sia un mercato in-game degli NFT, il valore sottostante di tali NFT sarà sempre legato al gioco (o ai giochi) con cui sono compatibili” ha fatto notare Kyle Orland su Ars Technica. “Come l’annuncio di Ubisoft suggerisce, tale valore può deteriorarsi in un istante se e quando il proprietario del videogioco decide di smettere di supportare tale videogioco”.