Editoriali

Se pure Hideo Kojima viene scaricato

Nessuno può stare tranquillo

Siamo abituati a sentire le storie di tanti sviluppatori che non riescono a trovare finanziamenti. Anche perché sempre più spesso sta capitando a nomi conosciuti; che hanno un pregresso importanti e magari hanno firmato videogiochi di un certo livello.

Mesi fa, nel ridimensionamento di Xbox ci è finito in mezzo il nuovo progetto dello studio guidato da John Romero, che insieme a John Carmack e la combriccola di id Software è co-creatore di Doom e Wolfenstein 3D. Non uno qualunque: anzi, un pezzo di storia di questo settore. Eppure, niente: tagli ai finanziamenti e ha dovuto arrangiarsi in qualche modo.

Lo stesso, poi, è accaduto a Nagoshi Studio, guidato da quel Toshihiro Nagoshi che in SEGA – come responsabile del Ryu Ga Gotoku Studio – ha coltivato la serie Like a Dragon, nota a lungo dalla nostre parti come Yakuza. Eppure, quando ha chiesto ulteriori fondi a NetEase per proseguire lo sviluppo di Gang of Dragon, che pure aveva attirato molta attenzione fin dall’annuncio, si è beccato una porta in faccia. Come conseguenza Gang of Dragon, per ora, è disperso e non si sa nemmeno se Nagoshi Studio sia ancora in attività.

Nonostante tutto questo, e nonostante da anni il settore viva un periodo di grande incertezza, serpeggia l’idea che alcune persone siano non dico intoccabili, figuriamoci; ma perlomeno discretamente al sicuro. Un po’ perché ci crediamo e un po’ perché in qualcosa bisogna pure avere fede, altrimenti si rischia una depressione travolgente parlando di questo settore. Qualche vaga, magari pure vacua, certezza deve pur rimanere.

Non è così.

Perché abbiamo saputo che per portare avanti Physint, Kojima Productions ha dovuto cercare un nuovo finanziatore, un nuovo editore. Lo abbiamo saputo direttamente da Hideo Kojima, game designer noto soprattutto per Metal Gear e Death Stranding. E lo abbiamo saputo perché Sony lo ha scaricato: dopo “attenta valutazione” ha preso la “difficile decisione” di non proseguire la collaborazione con Kojima.

In futuro Physint – quando arriverà e chissà quando lo farà – sarà pubblicato da Microsoft, che ovviamente non ha perso tempo per celebrare l’occasione. Kojima Productions aveva già un accordo con Xbox per pubblicare il videogioco dell’orrore OD; Physint sarà quindi il secondo titolo della collaborazione fra le due società.

“[…] a metà giugno di quest’anno, abbiamo ricevuto inaspettatamente una notifica da PlayStation Studios in cui ci comunicavano che avrebbero cancellato il progetto PHYSINT”, ha scritto Kojima tramite X. “PHYSINT è un progetto importante sia per me personalmente sia per KOJIMA PRODUCTIONS. Determinati a mantenere in vita il progetto, abbiamo trascorso gli ultimi tre mesi a cercare instancabilmente un nuovo partner. Nel corso della ricerca di consigli e della conduzione di negoziazioni con persone di molti ambiti, abbiamo trovato in XBOX un partner con cui condividiamo una visione comune per il futuro, e abbiamo deciso di collaborare nuovamente con loro. Siate certi che lo sviluppo di PHYSINT, il nostro titolo action-spionaggio che definisce il genere, è in corso e continuerà ad avanzare.”

Physint era stato presentato nel 2024 in uno State of Play. Il capo dei PlayStation Studios Hermen Hulst lo presentò insieme a Kojima stesso. D’altronde, aveva senso: la saga di Metal Gear Solid doveva molto a PlayStation; perciò, che il nuovo videogioco dello stesso genere di Kojima – praticamente cacciato da Konami ai tempi di Metal Gear Solid V: The Phantom Pain – venisse promosso da PlayStation sembrava naturale. Quasi una rivincita per Kojima. E invece.

Nessuno può stare tranquillo

Ciò rivela – o almeno: ci ricorda – due cose. La prima: la PlayStation di “for the players” se ne è andata parecchi anni fa. Quella che sul palco dell’E3 riporta in auge il remake di Final Fantasy VII e Shenmue 3 è un ricordo lontano, oscurato dalla gestione finanziaria – non sempre oculata, per di più – dei tempi recenti.

Ciò significa, da quanto vediamo, scaricare Hideo Kojima, nome che ogni volta viene affiancato a progetti di cui si parla per tempo e che vendono milioni di copie. Anni fa, sarebbe stato impensabile; quasi un’eresia. Oggi Kojima è una voce contabile che può essere tolta, come molte altre.

Una parentesi. Kojima merita il rispetto che si dà a qualunque veterano di un settore complicato: ma di Physint non sappiamo niente, non abbiamo visto niente e non vedremo niente per tanto tempo. Non sappiamo quanto Sony abbia investito fino a oggi. Non sappiamo nemmeno quanti finanziamenti ancora sarebbero serviti né per quanti anni. Insomma: di per sé, dire “Sony ha sbagliato” è complicato. Perché non sappiamo ciò che c’era sul tavolo.

Certo: fai il grande annuncio del ritorno di Kojima con un videogioco di spionaggio perché così un certo pubblico si esalta e ti resta fedele. Se poi ti accorgi che Kojima costa oppure ci mette tempo, forse l’errore era in partenza.

Ma – e arrivo alla seconda cosa che volevo sottolineare – è comunque straniante pensare che persino Kojima, una volta appresa della decisione di PlayStation, abbia dovuto rivedere accordi e programmi, aprire la rubrichetta sulla scrivania e contattare un po’ di gente per portare avanti il progetto, salvarlo e proseguire con le sue attività. Come uno qualunque. Come tante società di videogiochi, piccole e medie soprattutto, hanno fatto in questi anni.

La dinamica di questa storia, poi, ci mostra che tutto sommato Kojima è atterrato su morbido. Alla sua azienda sono bastati tre mesi, che sono relativamente pochi per cercare un nuovo editore, intavolare la discussione e firmare un accordo. Ma quel momento d’incertezza lo ha avuto anche Kojima Productions. (Il suo videogioco più recente è stato Death Stranding 2: On the Beach, che ha ricevuto grandi lodi e venduto, da quel che sappiamo noi, almeno due milioni di copie.)

E così viene davvero da chiedersi: se pure Kojima ha perso il mantello dell’onnipotenza; se persino lui – osannato, acclamato, odiato, sopravvalutato, sottovalutato, stimato, ridicolizzato: ma mai indifferente né anonimo – ha dovuto fare i conti con un repentino taglio dei fondi; se anche Hideo Kojima è stato messo alla porta e per mesi ha dovuto cercare un’alternativa; che certezze rimangono per chi deve sviluppare videogiochi e cercare di campare?

Massimiliano Di Marco

Massimiliano Di Marco scrive dal 2009, ma è iscritto all’albo dei giornalisti pubblicisti dell’ordine della Lombardia dal 2016. Il suo percorso lavorativo è partito da realtà editoriali specializzate in videogiochi, come Gamestar, Game Republic e Spaziogames, per arrivare a testate focalizzate sulla tecnologia di consumo e generaliste, fra cui Telefonino.net, Business Insider Italia, Vice Italia e International Business Times Italia. Oggi scrive a tempo pieno per DDAY.it.


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