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Unity ha cambiato idea

Unity ha fatto molti passi indietro rispetto all'introduzione di una tariffa per le installazioni, venendo incontro alle esigenze degli studi più piccoli.

Unity ha annunciato di aver rimodulato la “Runtime Fee”, che aveva annunciato la scorsa settimana e imponeva un pagamento per ciascuna installazione del proprio videogioco.

La società ha comunicato che per chi sottoscrive il piano Personal, dedicato ai piccoli studi o agli sviluppatori individuali, non ci sarà più alcuna Runtime Fee; inoltre, la soglia massima di ricavi per rientrare nel piano Personal salirà da 100 mila a 200 mila dollari e sarà eliminato l’obbligo di inserire il logo “Made With Unity” all’avvio del videogioco.

Per i piani Pro ed Enterprise, dedicati alle società più grandi, ci sarà la possibilità di pagare una quota per installazione, cioè come prima, oppure, in alternativa, di versare il 2,5% dei ricavi.

“Nessun videogioco che abbia guadagnato meno di un milione di dollari negli ultimi 12 mesi sarà soggetto alla tariffa”, ha scritto chiaro e tondo Marc Whitten, presidente di Unity Create, divisione della società dedicata al motore grafico, in un post sul blog ufficiale.

Inoltre, a prescindere dal piano, la nuova tariffa non verrà applicata ai videogiochi già esistenti o a quelli che dovranno essere pubblicati nei prossimi mesi; ma solo a quelli che saranno sviluppati con la nuova versione di Unity, che verrà distribuita nel 2024. In più saranno gli studi a dover fornire i dati da elaborare: Unity non userà alcuna soluzione proprietaria per stimare i ricavi o le installazioni.

Massimiliano Di Marco

Massimiliano Di Marco scrive dal 2009, ma è iscritto all’albo dei giornalisti pubblicisti dell’ordine della Lombardia dal 2016. Il suo percorso lavorativo è partito da realtà editoriali specializzate in videogiochi, come Gamestar, Game Republic e Spaziogames, per arrivare a testate focalizzate sulla tecnologia di consumo e generaliste, fra cui Telefonino.net, Business Insider Italia, Vice Italia e International Business Times Italia. Oggi scrive a tempo pieno per DDAY.it.


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