Square-Enix ha bisogno di cambiare. O almeno è ciò di cui è convinta la direzione, che ha presentato un nuovo piano triennale. Lo scopo: migliorare i margini di profitto, ridurre i costi associati, soprattutto, allo sviluppo di videogiochi per console e PC e concentrare le risorse su meno progetti e di qualità maggiore. Il che, se vogliamo, porta con sé una considerazione parallela, intrinseca: significa che tutto questo – in primis la qualità dei videogiochi o almeno il loro successo commerciale – non c’è stato negli scorsi tre anni. Il perché lo ha riferito Square-Enix stessa durante il recente resoconto trimestrale. Partendo da una premessa, evidente: la società ha registrato un calo dei profitti del 70% fra aprile 2023 e marzo 2024 rispetto ai dodici mesi precedenti. Fra i motivi che Square-Enix identifica come causa di un simile risultato ci sono stati l’incapacità di raggiungere una “migliore profittabilità” nello sviluppo dei videogiochi per PC, fra cui aver lanciato molteplici titoli di cui alcuni, non meglio specificati, “non hanno rispettato le aspettative di profitto. Ma il giudizio della dirigenza coinvolge anche i videogiochi mobile, che hanno rallentato soprattutto a causa di una saturazione del mercaato che non è stata controbilanciata da nuovi titoli di successo. Ma Square-Enix cita anche la cannibalizzazione fra i suoi titoli a causa di una programmazione non idonea. E forse, aver lanciato nel giro di otto mesi Final Fantasu XVI (giugno 2023) e FInal Fantasy VII Rebirth (febbraio 2024) non ha aiutato. Ma il presidente di Square-Enix, Takashi Kiryu, ha citato anche il videogioco online Foamstars fra quelli che non hanno raggiunto le aspettative di vendita. I risultati finanziari hanno spinto al ribasso la quotazione delle azioni della società del 16% a seguito dell’annuncio.
Il nuovo piano triennale
E allora, in che modo Square-Enix vuole intervenire per sistemare i conti e rivedere la sua strategia? Fra le varie iniziative che saranno impiegate, la società intende perseguire “in modo aggressivo” una produzione multipiattaforma dei videogiochi HD, cioè quelli per console e PC. In queste righe sembra esserci, quindi, una mezza ammissione che iniziative di esclusività temporale – come Final Fantasy VII Remake e Final Fantasy VII Rebirth per PlayStation – non siano più sufficienti visto l’aumento dei costi per produrre un videogioco di questa portata oggigiorno. Mentre i videogiochi mobile saranno più spesso portati anche su PC. Nel calderone però ci finiscono anche progetti sempreverdi: massimizzare il valore delle proprietà intellettuali; riuscire a soddisfare gli utenti e aumentare i punti di contatto con loro; proporre nuovi contenuti cross-mediali e videogiochi a medio budget più focalizzati; incentivare le vendite digitali, anche incrementando la quota delle vendite su PC.
Anche licenziamenti
E se bisogna rivedere i videogiochi ad alto budget per evitare iniziative con una minore probabilità di ottenere successo, la dirigenza ha parlato anche dell’implementazione di “riforme strutturali” negli uffici europei e americani per ottimizzare i costi. In altre parole: licenziamenti. Già in atto, a giudicare dalle testimonianze pubblicate dalle persone coinvolte su X, ex Twitter, e su LinkedIn. Video Game Chronicles ha indicato che sono coinvolti i reparti IT, di publishing e la divisione dedicata alla gestione dei videogiochi indipendenti, Square-Enix Collective.


