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Migliaia di licenziamenti per colpa di un file Excel

di Franco Aquini

Quando è trapelata la notizia della chiusura di quattro team di sviluppo da parte di Microsoft, nessuno si è stupito più di tanto. Dopo un anno, il 2023, in cui hanno perso il posto di lavoro più di 9.000 persone operanti nel settore dei videogiochi, la notizia della chiusura di quattro studi ci lascia quasi indifferenti. Questo fino alla scoperta che, in mezzo ai quattro, figurava anche Tango Gameworks, autore di quel Hi-Fi Rush che aveva riscosso un buon successo sia di critica che commerciale. Non un successo esplosivo, sia chiaro, ma comunque un buon successo. Si parla di tre milioni di giocatori raggiunti e in ogni caso è stato un titolo accolto dalla critica come una ventata di aria fresca in un parco titoli, quello di Xbox, che spesso sa un po’ di stantio. 

Ma allora perché decidere di chiudere anche uno studio di sviluppo che, tutto sommato, non solo ha prodotto un buon gioco, ma che ha anche dimostrato di aver coraggio nel proporre un titolo sufficientemente innovativo e coraggioso?
Questa è stata la domanda che ha più fatto discutere. Perché quando uno studio fa i compiti a casa, non ti aspetti che venga falciato senza pietà. La risposta a questa domanda potrebbe però trovarsi nella dichiarazione fatta da Matt Booty, responsabile degli Xbox Game Studios, in un’email interna, in cui ha scritto: “Stiamo prendendo queste decisioni difficili per creare la capacità di aumentare gli investimenti in altre parti del nostro portafoglio e concentrarci sui nostri giochi prioritari”. In altre parole: sono cambiati i rapporti di proporzionalità. Semplicemente. Da quando sono entrati nella gamma titoli da decine di miliardi di dollari di incasso, è cambiata la scala con la quale vengono valutati i titoli e gli studi che li sviluppano.
Avete presente quando provate a fare un grafico con un foglio elettronico e piazzate i valori sull’asse X e Y facendo in modo che la scala li contenga tutti e li distribuisca nello spazio? E avete presente, quindi, cosa succede quando inserite un dato che è completamente fuori scala? Che tutti gli altri diventano invisibili, appiccicati, indistinguibili. 

Dunque ecco cosa dev’essere successo in Microsoft all’indomani dell’acquisizione di Activision Blizzard King: si sono aggiunti valori fuori scala, come Call of Duty o Candy Crush Saga, che hanno semplicemente fatto sparire tutti gli altri. Per dire: cosa sono i tre milioni di giocatori di Hi-Fi Rush in confronto ai 2,5 miliardi di dollari fatti in un solo trimestre del 2021 da Call of Duty? Niente, spicci. 

Ed ecco il motivo della chiusura di questi studi. Mi immagino pure la scena: il succitato Matt Booty riceve un’email che gli intima di dare una bella sforbiciata ai suoi studi. Lui apre il suo bel foglio Excel (d’altronde siamo in Microsoft, no?), mette gli studi e i giochi in ordine di fatturato decrescente e zac: un bel taglio senza rimorsi agli ultimi in fondo. E no, in quel foglio Excel probabilmente la colonna con i valori sulla qualità dei titoli doveva essere assente, o al massimo nascosta. 

Peccato, magari avremmo potuto vedere qualcosa di originale in futuro.

Massimiliano Di Marco

Massimiliano Di Marco scrive dal 2009, ma è iscritto all’albo dei giornalisti pubblicisti dell’ordine della Lombardia dal 2016. Il suo percorso lavorativo è partito da realtà editoriali specializzate in videogiochi, come Gamestar, Game Republic e Spaziogames, per arrivare a testate focalizzate sulla tecnologia di consumo e generaliste, fra cui Telefonino.net, Business Insider Italia, Vice Italia e International Business Times Italia. Oggi scrive a tempo pieno per DDAY.it.


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