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Animal Well è riuscito a convincere tutti

“Questo videogioco sembra essere divertente”. Si potrebbe dire che il rapporto fra Jason Gastrow, conosciuto anche con lo pseudonimo di “Dunkey”, e lo sviluppatore Billy Basso sia nato così. Gastrow, uno youtuber da 7,5 milioni di iscritti. Basso uno sviluppatore solitario che aveva lasciato nel 2017 il lavoro di ingegnere software a NetherRealm Studios (Mortal Kombat) e da anni stava lavorando al suo ultimo progetto: Animal Well. Un videogioco dall’atmosfera misteriosa, con molti enigmi da risolvere e nessun indizio su come farlo; a metà strada fra Fez e Metroid. Commentando la Summer Game Fest 2022, che ha duramente criticato, Gastrow ha mostrato per 5 secondi Animal Well, che invece ha giudicato con interesse. Tanto è bastato per moltiplicare di otto volte il numero di persone che avevano Animal Well nella lista desideri su Steam. “Avevo capito il potere di Dunkey da quel piccolo assaggio”, dirà poi Basso in un’intervista rilasciata a Shacknews alla fine del 2023. 

Pochi mesi dopo quella Summer Game Fest, Gastrow ha annunciato che, insieme con sua moglie Leah, aveva aperto un’etichetta di pubblicazione per videogiochi indipendenti, chiamata Bigmode. Sul suo canale YouTube da molti anni provava tanti videogiochi e anzi aveva pure contribuito a metterne in mostra alcuni, come Celeste o Enter the Gungeon. L’idea, quindi, era che sapesse distinguere un buon videogioco da un cattivo videogioco. L’iniziativa venne accolta come, forse, è normale: con scetticismo, soprattutto dalle persone che lavorano nel settore. Pubblicare videogiochi è un mestiere completamente diverso dal criticarli: che una persona che ha fatto video su YouTube per anni potesse mettersi dalla parte dell’editore sembrava la classica iniziativa che poi finisce male.

Intanto, dietro le scene Basso aveva iniziato, insieme a Dan Adelman, che si stava occupando degli aspetti più commerciali, a sentirsi su Twitter con Leah Gastrow. Quest’ultima aveva iniziato a seguire Adelman dopo che, con Basso, aveva pubblicato su Twitter una foto scattata al Tokyo Game Show insieme a Shuhei Yoshida, dirigente di lunga data di Sony Interactive Entertaiment. Nei primi contatti, come ci si può aspettare, c’è un po’ di diffidenza anche da parte di Basso. Semplicemente perché a quel punto stava sviluppando da solo Animal Well da cinque anni e non aveva mai voluto un editore. “Non volevo nessuno che avesse controllo creativo sul gioco. Avevo un’idea piuttosto chiara di cosa volevo fare e stava facendo progressi”, ha ricordato Basso. Però, “sembrava un’opportunità troppo grande da lasciarsi scappare e sapevamo che il fatto che sarebbe stato il loro primo gioco sarebbe stata una cosa grossa”. Il discorso va avanti fino a gennaio 2023, quando Bigmode annuncia che Animal Well sarà il primo videogioco pubblicato. Immediatamente, visto il profilo di Gastrow, l’attenzione su Animal Well è molto aumentata. “Ha fatto esplodere il profilo del gioco”, ha detto Basso. Così, se prima Basso doveva solo pensare a come far scoprire Animal Well alle persone, ora questa parte sembrata automaticamente risolta. Era sotto le luci dei riflettori, vista la curiosità attorno a Gastrow. Il focus del lavoro diventò quindi un altro: non deludere le persone che ora si aspettavano grandi cose. 

Il lancio di Animal Well

Veloce salto in avanti e Animal Well – disponibile su PC, PlayStation 5 e Nintendo Switch da pochi giorni – è diventato rapidamente uno dei videogiochi più apprezzati del 2024 e al momento ha una media voto di 91 sull’aggregatore Metacritic. Se ci si poteva aspettare che il primo videogioco pubblicato da uno youtuber seguito da milioni di persone potesse generare curiosità, che fosse anche un simile successo di critica, invece, molto meno. In particolare, le recensioni hanno apprezzato, oltre all’atmosfera, il fatto che il videogioco sia scorrevole, interessante e capace di sorprendere in continuazione. “Il fascino di quelle incognite persistenti è parte del motivo per cui lo straordinario debutto indipendente di Basso si insedia nel tuo cervello quando non lo giochi. Ma a un livello più fondamentale, è semplicemente un’avventura ben costruita, meravigliosamente ricca di carattere, che segna lo sbocciare di un grande talento”, è la conclusione della recensione della rivista Edge. “Che i suoi misteri più profondi ripaghino o meno è una questione per il futuro, ma in questo momento questo è il platform esplorativo più avvincente a cui ho giocato negli ultimi anni”, ha scritto Shaun Prescott nella sua recensione per PC Gamer, evidenziando però che la mappa del gioco può essere frustrante quando si deve cercare qualcosa in particolare. 

In Animal Well bisogna impersonare una piccola creatura che si trova all’interno di un mondo dai tratti strani, che per certi versi possono anche richiamare Alice nel Paese delle Meraviglie per la sensazione di trovarsi in un altro mondo. In questo mondo sotterraneo ci sono tantissimi animali, che in alcuni casi rappresentano l’enigma stesso da risolvere. Gli enigmi sono il cuore dell’esperienza; e sono così tanti che secondo Basso alcuni potrebbero non essere scoperti mai. 

Bisogna comunque sottolineare una cosa. Pur con le recensioni positive e i commenti entusiasti di molte persone che lo stanno giocando, o lo hanno già finito, Animal Well è comunque un videogioco che può essere definito “di nicchia”. Lo stile grafico e l’esperienza stessa, così concentrata sugli enigmi, sono infatti lontani dagli interessi del grande pubblico. È stimato che Animal Well possa aver venduto oltre 200 mila copie dal debutto. Numeri che sono molto buoni per un videogioco di questo tipo, ma che nel grande insieme delle cose, all’interno di un mercato che ogni anno fa girare dozzine di miliardi di dollari, sembrano un puntino. Eppure, c’è qualcosa di epico nel modo in cui Basso, dopo sette anni di sviluppo solitario, e Bigmode, nata come iniziativa secondaria di un popolare canale YouTube, siano riusciti a ottenere un risultato così impeccabile, così pulito, così centrato. Gran parte del merito va a Basso, capace di far emergere Animal Well in un genere, quello dei cosiddetti “metroidvania”, già ricco di esemplari. Una bella storia in un periodo che per i videogiochi sembra solo portare cattive notizie.

Massimiliano Di Marco

Massimiliano Di Marco scrive dal 2009, ma è iscritto all’albo dei giornalisti pubblicisti dell’ordine della Lombardia dal 2016. Il suo percorso lavorativo è partito da realtà editoriali specializzate in videogiochi, come Gamestar, Game Republic e Spaziogames, per arrivare a testate focalizzate sulla tecnologia di consumo e generaliste, fra cui Telefonino.net, Business Insider Italia, Vice Italia e International Business Times Italia. Oggi scrive a tempo pieno per DDAY.it.


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