In un momento in cui l’industria sembra concentrata sulle iniziative di riduzione del personale e di cancellazione dei progetti per far scendere i costi, il grande successo di Capcom appare come una incredibile eccezione. Soprattutto perché dura da ormai diversi anni. Il più recente anno fiscale ha registrato un nuovo record di ricavi. Ma è il settimo anno di fila e per il prossimo, che si chiuderà il 31 marzo 2025, la dirigenza si aspetta di raggiungere nuove vette. Se le previsioni di raggiungere 165 miliardi di yen nel prossimo anno fiscale si concretizzerà, signicherà che Capcom avrà raddoppiato i suoi ricavi dall’anno fiscale 2020 (aprile 2019-marzo 2020). Anche il margine operativo non ha fatto che salire: era il 28% nel 2020, ora è al 37,5% con la previsione di un ulteriore rialzo al 38,8%. L’utile è quasi triplicato. Capcom è una società che racchiude altri progetti: dalle sale pachinko, popolari in Giappone, fino ai parchi a tema. Ma i videogiochi rappresentano di gran lunga la quota maggioritaria di ogni parametro finanziario. Ma sono anche altri i numeri da tenere in considerazione. Fra aprile 2023 e marzo 2024 Capcom ha venduto oltre 45,8 milioni di videogiochi, come mai prima d’ora. Erano 25 milioni nel2020. E i “million seller”, ossia i titoli che hanno venduto, in questa finestra temporale, almeno un milione di copie sono cresciuti: 15, contro i 9 dell’anno fiscale precedente.
Il videogioco più venduto è stato Resident Evil 4, il cui rifacimento è stato pubblicato a marzo 2023: 3,392 milioni di copie, arrivando così a un totale di oltre 7 milioni di copie. Street Fighter 6, che ha debuttato a giugno 2023, ha venduto 3,3 milioni di copie, mentre Dragon’s Dogma 2 ha superato le 2,6 milioni di unità vendute. Resident Evil 7 da otto anni continua a vendere un milione di copie ogni anno. Mentre la serie Monster Hunter ha superato le 100 milioni di unità vendute dal debutto e Monster Hunter: World, uscito nel 2018, è il titolo più venduto di sempre nella storia di Capcom, con oltre 25 milioni di copie vendute. Resident Evil invece rimane la serie di maggiore successo della società, con oltre 157 milioni di copie vendute nella sua storia.Nel caso di Capcom non serve guardare lontano per trovare la ragione essenziale per cui questi numeri non hanno fatto che aumentare: la qualità dei suoi videogiochi.
Il “modello Capcom”
Da tempo Capcom sembra non sbagliare mai un colpo, salvo rarissime eccezioni. Ogni volta che un suo videogioco arriva sul mercato viene apprezzato sia dalla critica sia dal pubblico. “Negli ultimi anni Capcom ha fatto un lavoro fantastico”, commenta Serkan Toto, amministratore delegato di Kantan Games, società specializzata nel mercato videoludico giapponese. “Hanno il giusto mix tra talento degli sviluppatori, capacità di gestione, proprietà intellettuali forti ed esperienza. Almeno per me è chiaro che ci sono aziende che cercano di copiare il modello di Capcom. L’esempio più ovvio è Konami, che sta cercando di far rivivere le sue proprietà intellettuali di giochi per gli appassionati come Silent Hill e Metal Gear Solid per riaccendere l’interesse per questi franchise di punta e, naturalmente, aumentare le entrate”. Il fatto che un’altra grande società giapponese, cioè Square-Enix, stia cambiando approccio (pagina 12) allo sviluppo per rispondere al calo dei risultati finanziari sembra indicare che altre società giapponesi punteranno sempre di più sulla qualità dei loro videogiochi, anche se ciò significherà pubblicarne di meno. In tutto questo, Capcom ha continuamente alzato gli stipendi dei dipendenti a un ritmo dell’11% in più ogni anno. Ma, in questo caso, non è niente di speciale, secondo Toto. “In Giappone, società come Konami, SEGA, Bandai Namco o anche Nintendo hanno fatto lo stesso negli ultimi anni”.
I “vecchi” videogiochi vendono tantissimo
È però la forza del “back catalogue” di Capcom – ossia dei videogiochi già in commercio – che sorprende. Fra aprile 2023 e marzo 2024 Capcom ha venduto 36,2 milioni di copie di videogiochi che aveva pubblicato negli anni precedenti. Per fare un confronto, nell’anno fiscale 2022 ha venduto in tutto, quindi fra nuove uscite e giochi in catalogo, 32,6 milioni di copie. Ha un catalogo fortissimo, caratterizzato da una lunga coda di vendite. Un aspetto fondamentale del suo attuale successo. “Sì, è assolutamente incredibile”, dice Toto. “La maggior parte di questi giochi sono di alta qualità, ma penso che Capcom sia stato il primo grande sviluppatore di videogiochi giapponese pronto ad abbracciare e cercare di comprendere pienamente il mercato dei giochi per PC. Per molti dei grandi studi giapponesi, i giochi per PC sono stati qualcosa di estraneo per anni e anni, e penso che Capcom sia stata la società che ha aperto gli occhi a tutti gli altri riguardo a quella piattaforma”. Guardando ai dati legati alle piattaforme quanto dice Toto è ancora più evidente. Nell’anno fiscale 2024 ha venduto 21,6 milioni di videogiochi in digitale su PC. L’anno prima erano stati 17,7 milioni e quello prima ancora 10,9 milioni. Oggi Capcom vende su PC quasi il doppio dei videogiochi digitali che vendeva su console nel 2020: i videogiochi su PC rappresentano il 47% del totale dei videogiochi venduti in questo periodo. I videogiochi in digitale su console sono il 43% e il restante 10% sono videogiochi pacchettizzati.
Eppure, si potrebbe trovare un neo, quasi un difetto in questo schema così positivo; o perlomeno una perplessità. Il successo di Capcom deriva sì dalla qualità dei suoi videogiochi e da una gestione intelligente delle pubblicazioni; ma allo stesso tempo, è fortemente legato al successo delle sue serie storiche, come Resident Evil, Monster Hunter e Street Fighter. Nuove proprietà intellettuali come Exoprimal sono già state dimenticate. Ciò potrebbe essere un problema? “Sì, Capcom ha alcuni grandi proprietà intellettuali che generano la maggior parte delle entrate”, risponde Toto. “Ma è davvero così diverso con altri studi, per esempio Nintendo? Nintendo ricicla Mario, Zelda e Pokémon da decenni e la gente continua a comprare questi giochi. Exoprimal ha sicuramente fallito, ma si può dire che Capcom almeno ha provato qualcosa di nuovo. Sta anche lavorando su proprietà intellettuali davvero nuove, come Pragmata o Kunitsu-Gami: Path of the Goddess, che sembrano entrambi giochi ad alto budget (e ad alto rischio). In realtà è molto più coraggioso di quello che fanno molti altri studi giapponesi in questo momento”.


